In Italia e in molti paesi europei, la produzione di energia da biomasse è incentivata da forti sussidi economici, tanto che gli impianti energetici a biomasse stanno avendo grande diffusione. Tuttavia, è necessario definire la compatibilità ambientale tenendo conto dei parametri globali nonché degli impatti ambientali a scala regionale e locale derivanti dalle nuove emissioni inquinanti. I bilanci ambientali relativi ai nuovi impianti energetici sono di primaria importanza all'interno di aree molto inquinate come il Nord Italia dove i limiti di qualità dell'aria sono sistematicamente superati, in particolare per PM10, NO2 e ozono. Il contributo analizza lo scenario delle energie rinnovabili relativo alla digestione anaerobica dei liquami e alla produzione di biogas per la Provincia di Cuneo, Italia nord-occidentale, e la sostenibilità ambientale delle possibili scelte. Lo studio è incentrato su producibilità energetica, calore ed elettricità, ossidi di azoto e emissioni di ammoniaca, bilanci di GHG (gas serra) che si occupano anche dei rilasci indiretti di CH4 e N2O, nonché delle emissioni dovute alla produzione di colture energetiche. La conclusione più importante che se ne può trarre è che la produzione di energia rinnovabile da digestione anaerobica potrebbe coprire fino al 13 % del consumo elettrico della Provincia, ma la sostenibilità in termini di emissioni di CO2 può essere raggiunta solo attraverso un uso preponderante di prodotti di scarto agricolo ( letame e sottoprodotti al posto delle colture energetiche) e cogenerazione di energia termica a disposizione; l'applicazione delle migliori tecniche disponibili alla depurazione dei fumi, al recupero energetico e ai trattamenti chimico-fisici del digestato consente bilanci emissivi positivi.